Aspettando Godot


...A cavallo di una tomba e una nascita difficile. Dal fondo della fossa, pensosamente, il becchino maneggia i suoi ferri. Abbiamo il tempo d'invecchiare. L'aria risuona nelle nostre grida. Ma l'abitudine è una gran sordina.... Non posso più andare avanti.(pausa) Che cosa ho detto?...

Samuel Beckett

 
 

 
 

Gogo, Didi due stronzi.
Barboni......
Clochard insomma ! Gogo l' Augusto, Didi il bianco due clown teneri, dolci, stupidi, surreali, proprio come li vede normalmente Federico Fellini
e siccome io amo Fellini, ecco che ritrovo Zampanò e Gelsomina, la loro solitudine, le angosce, la fame, le paure, i sogni........
e Pozzo e Luky !
E Godot.
E la vita sempre uguale!
Alla ricerca degli ossi, già gli ossi.
Bé, io guardo Gogo-Luciano e Didi-Giuliano e mi riconosco nella poesia che esprimono, nelle paure che vivono, nei sogni, negli incubi, ma soprattutto nel fatto che la vita è un gioco: proprio come il teatro

 
 

il regista Claudio Zinelli


...La regia di Zinelli ha ben provveduto, in questa edizione del dramma, a far risaltare, nella solitudine e nello squallore, l'animo clownesco di Vladimiro ed Estragone...

...Giuliano Brunazzi (Vladimiro) e Luciano Castorini (Estragone), disegnati dal regista con tratti felliniani, hanno reso in forme davvero lodevoli e promettenti le loro parti, giocando, con candida perplessità, con impassibilità comica, sull'oro del baratro, sulla tragicomicità del non senso...

...L'appassionata ed esperta regia di Zinelli ha teso ad eliminare le pause ed i silenzi continuamente segnalati nei testo da Beckett, rendendo lo spettacolo, assai fluido e ben scandito. Ironia e comicità erano senz'altro presenti, quanto la rabbia, il dibattersi nell'impotenza, la protesta e la provocazione, sottolineati da improvvisi, aggressivi rumori.

 

LA GAZZETTA DI REGGIO
22 maggio 1991