LIVE OR DIE
(La presa di Orfeo)

 

 

 

Dopo l'esperienza su Kafka con "Una relazione per un'accademia" è nata l'idea di un nuovo spettacolo da una celebre pièce di Bonfanti e Hunstand e da altre successive messinscene. E' un' opera comica, una creazione di fantasia da non prendersi sul serio, un piccolo spettacolo quasi un One man show.

La trama racconta la vita di un personaggio, una maschera, cha aspetta da sempre di nascere.
Appeso a un gancio come una marionetta attende con trepidazione di venire alla luce finché un bel giorno la cosa avviene, non senza difficoltà per merito di un giovane attore dalle idee confuse ma armato di buona volontà.
Tra i due, l’attore e il personaggio nasce un rapporto conflittuale, che è all’inizio d’incoraggiamento da parte del personaggio per divenire poi una vera e propria lotta per la sopravvivenza che si concluderà con la morte del personaggio giusto al termine della rappresentazione E' il racconto di un duelloquindi ma anche di un viaggio nel cuore di un grande mistero, quello del teatro, dove poesia, ironia e umorismo si mescolano insieme.


Lo spettacolo, giocato sul tema del “doppio”, grande classico nella storia del teatro da Plauto in poi, è al crocevia tra il teatro elisabettiano, il contemporaneo e la commedia dell’arte dove il pubblico, anch’egli protagonista, è il testimone partecipe dei litigi e dei conflitti giocosi tra i due.

Il monologo recitato in una chiave di lettura molto fisica, tipico della commedia dell’arte, non manca di parlarci con sarcasmo del mondo ambiguo dello spettacolo, dei suoi vizi e malintesi.
E’ un pretesto per giocare appunto, tra verità e finzione, umorismo, illusioni e altri trucchi da palcoscenico.